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giovedì 25 settembre 2008

Router Cisco e IOS Overview

IOS (Internetworking Operating System) è il sistema operativo utilizzato nella maggior parte dei Router Cisco Systems.


IOS equipaggia la maggiorparte dei router Cisco ed anche molti dei suoi switch. Attualmente lo sviluppo di questo software è arrivato alla versione 12.2. Tramite IOS è possibile gestire tutte le caratteritiche del router, dal settaggio degli indirizzi, a quello dei protocolli di routing, al controllo del traffico, all'aggiornamento del software.

COMPONENTI DI UN ROUTER CISCO
Sapere quali sono i componenti presenti in un router è importante per comprendere l'utilizzo di IOS. Il router è sostanzialmente un apparato hardware simile ad un computer con uno o più processori, le memorie (volatili e non) e le interfacce per connettersi in reti ed il sistema operativo IOS appunto.
I principali componenti di un Router Cisco sono:
Memoria ROM: contiene il codice per il Bootstrap (avvio) del router, il codice per il POST (Power-On Self Test) il quale esegue la diagnostica dell'hardware presente ed un mini-IOS per permetterne la manutenzione in caso di problemi;
Memoria RAM: in questa memoria di tipo volatile il routing mantiene le informazioni relative alla configurazione corrente e le tabelle di routing. Resettando la macchina le informazioni qui presenti verrano perse, così come eventuali modifiche alla configurazione non ancora salvate;
Memoria NVRAM: è acronimo di Non Volatile RAM ovvero quell'area di memoria che non viene persa allo spegnimento del router dove vengono memorizzate le configurazioni da caricare all'avvio e l'importante Configuration Register (Registro di configurazione) che permette tra le altre cose di determinare la modalità di avvio dell'apparato;
Memoria FLASH: si tratta di una memoria di tipo EEPROM (Electrically Erasable Programmable Read Only Memory).
La Flash non viene cancellata allo spegnimento del router e contiene l'immagine (ma è anche possibile più di una) del sistema operativo IOS;

IOS RELEASE
Le versioni di IOS si distinguono in tre classi principali in base all'utente:
- General Deployment: rappresenta un software di sistema considerato stabile ed esente da bug;
- Early Deployment: questo tipo di release offre oltre alla correzione dei bug della precedente release nuove features come per esempio il supporto di nuovo hardware o il miglioramento di alcuni protocolli;
- Maintenance Release: sostitisce la General Deployment ed è rappresentata dai vari rilasci di manutenzione (es. per la versione 12.0 avremo le Maintenance 12.1 12.2 ecc.)

IOS IMAGE NAMING CONVENTION
Il sistema operativo Cisco IOS viene solitamente caricato, o aggiornato copiando la relativa immagine tramite un TFTP server nella memoria FLASH del router. E' necessario conoscere le caratteristche del proprio apparato al fine di installare la corretta immagine. Il nome di ogni IOS segue uno schema preciso: Platform-Features-Run-time memory and compression format.
Il significato è il seguente:
Platform: è il modello di router per cui il sistema operativo è stato sviluppato (Es. Cisco 2500, Cisco 7000, Cisco 12000)
Features: sono le caratteristiche come per esempio i protocolli di routing supportati, la possibilità di fare NAT o di creare connessioni VPN ecc.;
Run-time memory and compression format: questo valore è indicato da due lettere, la prima identifica in che area di memoria verrà eseguita l'immagine del sistema operativo, e la seconda il formato di compressione;

Un esempio: c7200-ajs56-mz
c7200: Router Cisco Serie 7200
-
a: supporto protocollo APPN;
j: supporto di caratteristiche Enterprise;
s: supporto di NAT,ISL,VPDN/L2F
56: supporto di crittografia a 56 bit
-
m: esecuzione in RAM
z: file compresso con Zip

CONNESSIONE AL ROUTER
Ci sono diversi modi di connetersi al router, a seconda della situazione in cui ci si trova. Al primo avvio non essendo configurate interfacce di rete sarà necessario connettersi tramite la porta CONSOLE la AUXILIARY PORT tramite un cavo cosidetto console (roll-over), mentre successivamente, una volta configurata un'interfaccia di rete, ci si potrà connettere tramite telnet o SSH.

Le porte CONSOLE e AUX si trovano nella parte posteriore del router e solitamente sono di tipo RJ45. Il collegamento attraverso questo tipo di porte, di default è privo di password.

SETUP MODE
Una volta collegati al router, se non esiste una configurazione in NVRAM, IOS propone una configurazione passo-passo In questo caso il sistema pone una serie di domande (tra parentesi quadre[] viene visualizzata la risposta di default) al fine di configurare l'hardware trovato. Al termine delle domande verrà generato il file di configurazione.
Esempio di SETUP MODE:
--- System Configuration Dialog ---
Would you like to enter the initial configuration dialog?
[yes/no]: y
At any point you may enter a question mark '?' for help.
Use ctrl-c to abort configuration dialog at any prompt.
Default settings are in square brackets '[]'.
..
Configuring global parameters:
Enter host name [Router]: Zion-1
..

IOS USER INTERFACE
Le configurazioni avvengono solitamente tramite CLI (Command Line Interface), un interfaccia testuale a menu nidificati, che permette di configurare in ogni sua parte il comportamento del router.
E' comunque possibile creare delle configurazioni tramite tool ad interfaccia grafica e poi copiarla via rete nel router.

LE MODALITA' DI UN ROUTER CISCO: COMMAND MODES
Cisco IOS puo operare in differenti modalità:
User EXEC mode: Una volta configurato il router, premendo INVIO al termine dei messaggi di boot ci si trova in questa modalità. In User Mode è disponibile solo un sottoinsieme dei comandi IOS ed il prompt del router è rappresentato dal nome host seguito dal carattere >. E' possibile visualizzare alcune informazioni sulle interfacce, le statistiche del router ma non cambiare i parametri di configurazione.
Esempio di prompt da USER MODE:
Press Enter to Begin
Router>
Router è il nome host name di default, nel caso avessimo dato come host name Zion-1 avremmo avuto un prompt:
Zion-1>
Privileged EXEC mode: in questa modalità a cui si ha accesso tramite password è possibile visualizare tutte le informazioni del router ed accedere alla modalità di configurazione per cambiarne i parametri di funzionamento.
Esempio:
Router> enable
tramite il comando enable si passa in modalità Privileged EXEC mode
Password:
Router#
Una volta autenticati tramite password si nota che il prompt è cambiato, e presente il simbolo # simile a quando ci si trova come root su una macchina Unix/Linux
Global configuration: in configurazione globale è possibile accedere ai sotto menu di configurazione di interfacce e protocolli ed il prompt cambierà in:
Router(config)#
Interface configuration: è possibile configurare ogni interfaccia di rete presente (Bri, ATM, Eth), quando il router si trova in questo stato avremo un prompt di questo tipo:
Router(config-if)#
ROM Monitor: quando l'immagine del sistema è corrotta o non trovata il sistema si avvia in questa modalità, e con un ristretto insieme di comandi utili per eseguire la manutenzione. E' possibile entrare in questa modalità anche lanciando il comando reload da user EXEC mode e premendo entro 60 secondi dal boot il tasto Interr (Break Key) sulla tastiera del computer. Il prompt Rom Monitor sarà:
>

HELP IN LINEA DI IOS
Ios dispone di un help in linea che attraverso il comando ? permette di visualizzare aiuti sui comandi disponibili a seconda della modalità in cui ci si trova.

Fonte: http://openskill.info/

venerdì 19 settembre 2008

Installazione remota attraverso le Group Policy

Questa guida non ha la pretesa di esser esauriente in tutti gli aspetti della gestione di un dominio e da per scontato che l’utente abbia delle buone basi su connessioni di rete TCP/IP e LAN,su architettura CLIENT/SERVER, e sui sistemi operativi SERVER 2003 e WINDOWS XP/2000.

Sistemi Operativi utilizzati:
-Windows Server 2003 Standard Edition
-Windows Xp Professional

Assegnazione di software
È possibile assegnare la distribuzione di un programma a utenti o computer. Se si assegna il programma a un utente, verrà installato quando l'utente effettuerà l'accesso al computer. Quando l'utente esegue il programma per la prima volta, viene finalizzata l'installazione.
Se si assegna il programma a un computer, verrà installato all'avvio del computer e sarà disponibile per tutti gli utenti che effettueranno l'accesso a quel computer. Quando un utente esegue il programma per la prima volta, viene finalizzata l'installazione.

Pubblicazione di software
È possibile pubblicare la distribuzione di un programma agli utenti. Quando l'utente accede al computer, il programma pubblicato viene visualizzato nella finestra di Installazione applicazioni, da cui potrà essere installato.


Creazione di un punto di distribuzione
Per pubblicare o assegnare un programma a un computer, è necessario creare un punto di distribuzione sul server di pubblicazione:
1. Accedere al computer server come amministratore.
2. Creare una cartella di rete condivisa in cui collocare il pacchetto MSI (Microsoft Software Installer) che si desidera distribuire.
3. Impostare le autorizzazioni sulla condivisione in modo da consentire l'accesso al pacchetto di distribuzione.
4. Copiare il pacchetto MSI nel punto di distribuzione.
5. Per creare un pacchetto .msi da un .exe : copiare il file setup.exe nella subdirectory Extract e da shell digitare il comando: Setup.exe /c /t Extract
6. A questo punto si troverà all’interno della subdirectory Extract il file : Virtual_PC_2007_Install.msi


Creazione di un oggetto Criteri di gruppo
Per creare un oggetto Criteri di gruppo (GPO, Group Policy Object) da utilizzare per la distribuzione del pacchetto software:
1. Avviare lo snap-in Utenti e computer di Active Directory. Per effettuare tale operazione, fare clic sul pulsante Start, scegliere Programmi, Strumenti di amministrazione e infine Utenti e computer di Active Directory.
2. Nella struttura della console fare clic con il pulsante destro del mouse sul dominio o sulla unità organizzativa, quindi scegliere Proprietà.
3. Scegliere la scheda Criterio gruppo quindi Nuovo.
4. Digitare il nome da utilizzare per questi criteri, ad esempio Virtual PC.

Assegnazione di un pacchetto
Per assegnare un programma ai computer in cui è installato Windows 2000 o Windows XP Professional oppure agli utenti che accedono a una di queste workstation:
1. Avviare lo snap-in Utenti e computer di Active Directory. Per effettuare tale operazione, fare clic sul pulsante Start, scegliere Programmi, Strumenti di amministrazione e infine Utenti e computer di Active Directory.
2. Nella struttura della console fare clic con il pulsante destro del mouse sul dominio o sulla unità organizzativa, quindi scegliere Proprietà.
3. Scegliere la scheda Criterio gruppo, selezionare l'oggetto Criteri di gruppo desiderato e scegliere Modifica.
4. In corrispondenza di Configurazione computer espandere Impostazioni del software.
5. Fare clic con il pulsante destro del mouse su Installazione software, scegliere Nuovo, quindi Pacchetto.
6. Nella finestra di dialogo Apri digitare il percorso UNC (Universal Naming Convention) completo relativo alla cartella condivisa che contiene il pacchetto MSI desiderato.
Ad esempio \\server2003\mydownloads\virtualpc\virtualpc2007.msi.
Assicurarsi di utilizzare il percorso UNC per la cartella condivisa.
7. Scegliere Apri.
8. Scegliere L'applicazione sarà disponibile agli utenti come assegnata, quindi OK. Il pacchetto verrà elencato nel riquadro destro della finestra Criterio gruppo.
9. Chiudere lo snap-in Criterio gruppo, scegliere OK e chiudere lo snap-in Utenti e computer di Active Directory. Quando il computer client verrà avviato, partirà l’installazione automatica del pacchetto software gestito,oppure si può forzare col commando da shell : gpupdate/force


Rimozione di un pacchetto
Per rimuovere un pacchetto pubblicato o assegnato:
1. Avviare lo snap-in Utenti e computer di Active Directory. Per effettuare tale operazione, fare clic sul pulsante Start, scegliere Programmi, Strumenti di amministrazione e infine Utenti e computer di Active Directory.
2. Nella struttura della console fare clic con il pulsante destro del mouse sul dominio o sulla unità organizzativa, quindi scegliere Proprietà.
3. Scegliere la scheda Criterio gruppo, selezionare l'oggetto Criteri di gruppo con cui è stato distribuito il pacchetto e scegliere Modifica.
4. Espandere il contenitore Impostazioni del software che include l'elemento Installazione software con cui è stato distribuito il pacchetto.
5. Fare clic sul contenitore Installazione software che comprende il pacchetto.
6. Nel riquadro destro della finestra Criterio gruppo fare clic con il pulsante destro del mouse sul programma, scegliere Tutte le attività, quindi Rimuovi.
7. Effettuare una delle seguenti operazioni: • Fare clic su Disinstalla immediatamente il software per utenti e computer, quindi scegliere OK.
• Fare clic su Consenti agli utenti di continuare ad utilizzare il software, ma impedisci nuove installazioni, quindi scegliere OK.
8. Chiudere lo snap-in Criterio gruppo, scegliere OK e chiudere lo snap-in Utenti e computer di Active Directory.

giovedì 4 settembre 2008

I Livelli ISO/OSI

Open Systems Interconnection
L'Open Systems Interconnection (meglio conosciuto come Modello ISO/OSI) è uno standard stabilito nel 1978 dall'International Organization for Standardization (ISO, dal termine greco isos, "uguale"), il principale ente di standardizzazione internazionale, che stabilisce una pila di protocolli in 7 livelli.
L'organizzazione sentì la necessità di produrre una serie di standard per le reti di calcolatori ed avviò il progetto OSI (Open Systems Interconnection), un modello standard di riferimento per l'interconnessione di sistemi aperti. Il documento che illustra tale attività è il Basic Reference Model di OSI, noto come standard ISO 7498.
Il modello ISO/OSI è costituito da una pila (o stack) di protocolli attraverso i quali viene ridotta la complessità implementativa di un sistema di comunicazione per il networking. In particolare ISO/OSI è costituito da strati (o livelli), i cosiddetti layer, che racchiudono uno o più aspetti fra loro correlati della comunicazione fra due nodi di una rete. I layers sono in totale 7 e vanno dal livello fisico (quello del mezzo fisico, ossia del cavo o delle onde radio) fino al livello delle applicazioni, attraverso cui si realizza la comunicazione di alto livello.

Livelli o layers
Ogni layer individua un protocollo di comunicazione del livello medesimo. ISO/OSI realizza una comunicazione per livelli, ovvero, dati due nodi A e B, il livello n del nodo A può scambiare informazioni col livello n del nodo B ma non con gli altri: ciò conferisce modularità al sistema e semplicità di implementazione e reimplementazione. Inoltre ogni livello realizza la comunicazione col livello corrispondente su altri nodi usando il PoS (point of service) del livello immediatamente sottostante. Sicché ISO/OSI incapsula i messaggi di livello n in messaggi del livello n-1. Così se A deve inviare, ad esempio, una e-mail a B, l'applicazione (liv. 7) di A propagherà il messaggio usando il layer sottostante (liv. 6) che a sua volta userà il PoS del layer inferiore, fino ad arrivare alla comunicazione sul mezzo fisico.
In tal modo si realizza una comunicazione multilivello che consente, ad esempio, di implementare algoritmi diversi per l'instradamento in rete pur disponendo di protocolli di trasporto connessi.
ISO/OSI è stato progettato per permettere la comunicazione in reti a 'commutazione di pacchetto', del tutto simili al paradigma TCP-UDP/IP usato in Unix e nella rete ARPAnet, poi divenuta Internet. La differenza sostanziale fra TCP/IP e ISO/OSI consiste nel fatto che nel TCP/IP il layer applicativo è esterno alla pila di protocolli (ovvero è una applicazione stand-alone che 'usa' TCP/IP per comunicare con altre applicazioni), i layer sono dunque solo 5 (applicazione, trasporto, rete, data-link, fisico) e i livelli sessione, presentazione sono assenti perché implementati (eventualmente) altrove, cioè nell'applicazione stand-alone esterna.
ISO/OSI è uno stack di protocolli incapsulati, che sicuramente è più flessibile rispetto al paradigma di TCP/IP, ma soltanto perché risulta più astratto rispetto a questo. In pratica non esistono implementazioni 'complete' di ISO/OSI, a parte quelle proprietarie (ad esempio DECNET della Digital) e di interesse accademico.
Al fine di ottenere un miglioramento dell’attuale modello può risultare interessante la possibilità di trarre vantaggio da uno scambio di informazioni nell’ambito della stessa pila protocollare, tra gli strati non adiacenti. Questa possibità, che sta riscuotendo un notevole interesse negli ultimi anni, prende il nome di Cross-Layer (CL), ed è interessante soprattutto nelle comunicazioni radio per la natura stessa variabile del mezzo trasmissivo. L’idea fondamentale del concetto Cross-Layer è di introdurre la capacità, nei vari protocolli di comunicazione, di scambiarsi informazioni per adattarsi agli specifici stati del collegamento della rete. A differenza del modello OSI classico, non si vogliono più prendere solo delle contromisure preventive o meccanismi di controllo successivi ad un determinato evento verificatosi nella rete, bensì si cerca di decidere in modo interattivo con essa sfruttando le informazioni comuni a tutti gli strati.


Elenco e funzioni dei livelli
Livello 1: fisico
Obiettivo: trasmettere un flusso di dati non strutturati attraverso un collegamento fisico, occupandosi della forma e del voltaggio del segnale. Ha a che fare con le procedure meccaniche e elettroniche necessarie a stabilire, mantenere e disattivare un collegamento fisico.
Semplicemente: si occupa di controllare la rete, gli hardware che la compongono e i dispositivi che permettono la connessione.
In questo livello si decidono:
· Le tensioni scelte per rappresentare i valori logici 0 e 1
· La durata in microsecondi del segnale elettrico che identifica un bit
· L'eventuale trasmissione simultanea in due direzioni
· La forma e la meccanica dei connettori usati per collegare l'hardware al mezzo trasmissivo

Livello 2: datalink
Obiettivo: permettere il trasferimento affidabile di dati attraverso il livello fisico. Invia frame di dati con la necessaria sincronizzazione ed effettua un controllo degli errori e delle perdite di segnale. Tutto cio' consente di far apparire, al livello superiore, il mezzo fisico come una linea di trasmissione esente da errori di trasmissione.
Questo livello si occupa di formare i dati da inviare attraverso il livello fisico, incapsulando i dati in un pacchetto provvisto di header (intestazione) e tail (coda), usati anche per sequenze di controllo. Questa frammentazione dei dati in specifici pacchetti è detta framing e i singoli pacchetti sono i frame.
Per ogni pacchetto ricevuto, il destinatario invia al mittente un pacchetto ACK (acknowledgement, conferma) contenente lo stato della trasmissione: il mittente deve ripetere l'invio dei pacchetti mal trasmessi e di quelli che non hanno ricevuto risposta. Per ottimizzare l'invio degli ACK, si usa una tecnica detta Piggybacking, che consiste nell'accodare ai messaggi in uscita gli ACK relativi ad una connessione in entrata, per ottimizzare l'uso del livello fisico. I pacchetti ACK possono anche essere raggruppati e mandati in blocchi.
Questo livello si occupa anche di controllare il flusso di dati: in caso di sbilanciamento di velocità di trasmissione, si occupa di rallentare l'opera della macchina più veloce, accordandola all'altra e minimizzando le perdite dovute a sovraccarico.
La sua unità dati fondamentale è la trama.

Livello 3: rete
Obiettivo: rende i livelli superiori indipendenti dai meccanismi e dalle tecnologie di trasmissione usate per la connessione. Si occupa di stabilire, mantenere e terminare una connessione, garantendo il corretto e ottimale funzionamento della sottorete di comunicazione.
È responsabile di:
· routing: scelta ottimale del percorso da utilizzare per garantire la consegna delle informazioni
· gestione della congestione: evitare che troppi pacchetti arrivino allo stesso router contemporaneamente
· indirizzamento
· conversione dei dati nel passaggio fra una rete ed un'altra con diverse caratteristiche. Deve, quindi:
o tradurre gli indirizzi
o valutare la necessita' di frammentare i dati se la nuova rete ha una diversa unità massima di trasmissione
o valutare la necessita' di gestire diversi protocolli attraverso l'impiego di gateway
La sua unità dati fondamentale è il pacchetto.

Livello 4: trasporto
Obiettivo: permettere un trasferimento di dati trasparente e affidabile (implementando anche un controllo degli errori e delle perdite) tra due host. È il primo livello realmente end-to-end, cioe' da host sorgente a destinatario.
A differenza dei livelli precedenti, che si occupano di connessioni tra nodi contigui di una rete, il Trasporto (a livello logico) si occupa solo del punto di partenza e di quello di arrivo.
Si occupa anche di effettuare la frammentazione dei dati provenienti dal livello superiore in pacchetti, detti 'segmenti' e trasmetterli in modo efficiente ed affidabile usando il livello rete ed isolando da questo i livelli superiori. Inoltre, si preoccupa di ottimizzare l'uso delle risorse di rete e di prevenire la congestione.
La sua unità dati fondamentale è il messaggio.

Livello 5: sessione
Obiettivo: controllare la comunicazione tra applicazioni. Stabilire, mantenere e terminare connessioni (sessioni) tra applicazioni cooperanti.
Esso consente di aggiungere, ai servizi forniti dal livello di trasporto, servizi più avanzati, quali la gestione del dialogo (mono o bidirezionale), la gestione del token (per effettuare mutua esclusione) o la sincronizzazione (inserendo dei checkpoint in modo da ridurre la quantità di dati da ritrasmettere in caso di gravi malfunzionamenti).
Si occupa anche di inserire dei punti di controllo nel flusso dati: in caso di errori nell'invio dei pacchetti, la comunicazione riprende dall'ultimo punto di controllo andato a buon fine.

Livello 6: presentazione
Obiettivo: trasformare i dati forniti dalle applicazioni in un formato standardizzato e offrire servizi di comunicazione comuni, come la crittografia, la compressione del testo e la riformattazione.
Esso consente di gestire la sintassi dell'informazione da trasferire. E sono previste tre diverse sintassi:
· astratta (definizione formale dei dati che gli applicativi si scambiano),
· concreta locale (come i dati sono rappresentati localmente)
· di trasferimento (come i dati sono codificati durante il trasferimento).

Livello 7: applicazione
Obiettivo: interfacciare utente e macchina.
Fornisce un insieme di protocolli che operano a stretto contatto con le applicazioni. È errato identificare un'applicazione utente come parte del livello applicazione.
I protocolli delle applicazioni tipiche di questo livello realizzano operazioni come:
· Trasferimento di file
· Terminale virtuale
· Posta elettronica

sabato 30 agosto 2008

Architetture RAID

Il Berkely paper definisce cinque tipologie di implementazione RAID a cui si aggiunge una tecnica di striping non ridondante detta RAID 0.


Striping: i dischi vengono uniti logicamente in un'unica unità.

RAID 0. Si tratta di un'array ma non ridondante, quindi la denominazione RAID sarebbe scorretta ma universalmente accettata. Si tratta in realtà di dischi concatenati in striping: invece che in sequenza, le capacità di dati di ogni singolo disco vengono partizionate in piccole unità funzionali dette stripes e unite tra loro in una complessiva unità logica che comprende tutti i dischi in stripig. Il processo di interfoliazione (passatemi il termine preso dal mondo delle memorie) avviene grazie ad una tecnica definita ROUND-ROBIN. La dimensione degli stripes è variabile e configurabile. RAID 0 non offre fault tolerance ma incrementa notevolmente le prestazioni dato che le operazioni di lettura e scrittura possono avvenire simultaneamente su tutti i dischi. Il numero minimo di dischi necessari per implementare RAID 0 è due.



Raid 0: i dischi uniti round-robin migliorano il transfer dato che più operazioni di I/O avvengono simultaneamente, soddisfatte da tutti i dischi dell'array.


RAID 1: disk mirroring. Due dischi vengono configurati uno come la copia dell'altro e quindi registrano entrambi gli stessi dati. La ridondanza è assicuratadal fatto che, in caso di guasto di uno, l'altro disco può continuare a funzionare garantendo l'accesso ai dati. Le performance migliorano in lettura dato che le richieste vengono soddisfatte simultaneamente da tutti i dischi dell'array, mentre in scrittura restano uguali, dovendo scrivere su entrambi i dischi. l numero minimo di dischi necessari per implementare RAID 1 è due.
Raid 1: entrambi i dischi registrano gli stessi dati: è concessa una scrittura alla volta ma più letture simultaneamente, soddisfatte da tutti i dischi dell'array.


RAID 2. In questa vecchia configurazione di almeno tre dischi, due sono in striping e uno contiene informazioni ECC di fault tolerance. Dato che ormai ogni disco contiene un proprio codice di correzione degli errori questa implementazione è stata abbandonata. Inoltre i dati vengono disposti (cioè distribuiti con un procedimento di spanning) tra tutti i dischi e le operazioni di lettura e scrittura devono quindi continuamente accedere a dati disposti in posizioni diverse, muovendosi da un disco all'altro e rallentando il flusso di troughput.



Raid 2: ogni operazione (lettura e scrittura) si distribuisce tra tutti i dischi. Il disco ECC registra informazioni di fault tolerance.


RAID 3. E' simile al RAID 2, solo che invece di avere più unità che gestiscono informazioni ECC, troviamo un solo drive che registra bit di parità. Se un disco si guasta gli stripe mancanti possono essere ripristinati calcolando lo XOR (informazioni di parità) di stripes posizionati in modo uguale sugli altri dischi, ripristinando il dato perduto.Per poter ottenere questa funzionalità è necessario che i dati registrati si smistino tra tutti i dischi nell'array in modo da avere un transfer di parti di ciascun record in parallelo, massimizzando la velocità. Comunque dato che la dimensione degli stripes deve essere piccola, più piccola di un record tipico, dovrebbero essere potenziate le richieste di lunghi dati sequenziali se non fosse che il continuo accesso parallelo ai dischi rallenti le operazioni; inoltre RAID 3 permette solo un'operazione di I/O ala volta, limitante per ambiente Workgroups con molti utenti.


Esempio di parità

disco 1 disco 2 disco 3 parità

1 + 3 + 6 = 10
2 + 1 + 7 = 10
3 + 2 + x = 10

parità - disco1 - disco 2 = x
X=5 (dato ripristinato)



Raid 3: ogni operazione si distribuisce tra tutti i dischi.


RAID 4. In questa implementazione di 3 drive minimo troviamo le stesse caratteristiche del RAID 3, solo che gli stripe sono più grandi di un record tipico, permettendo a quest'ultimo di risiedere interamente in un unico drive dell'array. Questa divisione dei record permette più operazioni di lettura simultaneamente, quindi un maggior flusso di dati. Tuttavia ogni scrittura deve aggiornare la parità sul drive specifico per cui non ne può avvenire più di una per volta.



Raid 4: ogni scrittura aggiorna la parità. Più I/O simultaneamente.


RAID 5. Con una tecnica definita parità distribuita, il RAID 5 supera le limitazioni imposte al RAID 4 dal singolo drive destinato alla parità, dedicandone in ogni disco dei settori. Il totale dello spazio distribuito tra i dischi dedicato alla parità è uguale a quello di un singolo drive intero, permettendo che molteplici operazioni di scrittura avvengano simultaneamente, così come le letture. Un leggero delay risulta dall'update della parità. Inoltre gli stripes possono essere definiti in dimensione,adattando l'array all'ambiente di lavoro.



Raid 5: parità distribuita. Più I/O simultaneamente.

martedì 26 agosto 2008

Come creare un dominio Server 2003 base

Questa guida non ha la pretesa di esser esauriente in tutti gli aspetti della gestione di un dominio e da per scontato che l’utente abbia delle buone basi su connessioni di rete TCP/IP e LAN,su architettura CLIENT/SERVER, e sui sistemi operativi SERVER 2003 e WINDOWS XP/2000.
Sistemi Operativi utilizzati:

-Windows Server 2003 Standard Edition
-Windows Xp Professional

Prima di tutto bisogna installare in 2 macchine distinte il sistema operativo Windows Server 2003 e nell’altra il sistema operativo Windows Xp/2000
Fatto ciò si procede a inserire le due macchine nello stesso workgroup,in maniera che tutte e due si pingano e riescano ad uscire fuori in internet.
Una volta che le 2 macchine funzionano in rete bisogna procede in questa maniera:


1. Nel server 2003 andare su Start---Tutti i programmi---Strumenti di amministrazione---Configurazione Guidata Server per installare Active Directory,DNS,DHCP



2. Eseguire l’installazione Tipica per un primo server di dominio,verrà richiesto il cd d’installazione di Windows Server 2003 e attendere alcuni minuti.



Durante la procedura guidata bisogna scegliere il nome del dominio,per semplicità di esecuzione è meglio che il dominio abbia lo stesso nome del workgroup.
Una volta installato sul server AD,DHCP e DNS bisogna creare un oggetto AD“computer” e un oggetto “Utente”.
Quindi andare su Start---Tutti i programmi---Strumenti di amministrazione---Utenti e computer di Active Directory



Si presenta una schermata simile a quella di Esplora Risorse è la console di Active Directory



Selezionare il tab “Users” poi posizionarsi sulla parte destra dello schermo e con il tasto destro del mouse scegliere la voce “Nuovo”---“Utente”
Compilare i vari campi stando bene attenti alla scelta della username e della password che deve rispettare i criteri di sicurezza (lunghezza e complessità).



Una volta creato il nuovo utente bisogna creare l’account computer e può avvenire in 2 modi:
1. in maniera automatica,semplicemente avviando il nuovo pc e su Pannello di controllo---Sistema-- Nome Computer---- Cambia,inserire il nome del Dominio sul tab:”Membro di” a questo punto autenticandosi come Admin il Server 2003 genererà automaticamente l’account computer.
2. sul Server 2003 Start---Tutti i programmi---Strumenti di amministrazione---Utenti e computer di Active Directory selezionare il tab “Computers poi posizionarsi sulla parte destra dello schermo e con il tasto destro del mouse scegliere la voce “Nuovo”---“Computer”



Compilare il campo “Nome computer” e terminare la procedura.



Terminata la procedura di inserimento utente e computer,si deve inserire il nuovo pc in dominio, e poi ci si può tranquillamente logare con le nuove credenziali che si sono configurate su windows server 2003.





*ATTENZIONE* MOLTO IMPORTANTE Tutti i clients che andranno ad unirsi nel dominio dovranno avere come gateway predefinito e server dns predefinito l'indirizzo ip del windows server 2003.

mercoledì 20 agosto 2008

NO-IP avere un ip statico

NO-IP avere un ip statico

Il proprio PC è connesso quasi ininterrottamente alla rete e si vuole creare un archivio di file facilmente raggiungibile dai propri amici?
La prima cosa da fare è raggiungere l'indirizzo http://www.no-ip.com/ ed effetture la registrazione. Questo porterà via una decina di minuti al massimo. Una volta espletate tutte le formalità della registrazione, bisogna effettuare il Log-In con i dati di accesso.

Nella colonna di sinistra, sotto la dicitura YOUR NO-IP cliccare su Hosts e di seguito su Add.
Adesso bisogna scegliere il nome del proprio "no-ip". La prima parte è a propria discrezione, ad esempio pincopallino ; la seconda parte invece va scelta tra quelle messe a disposizione dal sito (finchè che si rimane sui free domains la cosa è del tutto gratuita).



Per le rimanenti impostazioni, lasciare i valori di default.
Scorrere tutta la colonna fino a raggiungere i due pulsanti Create Host e Revert.
Cliccare su Create Host.



Ora si ha il proprio "no-ip", che si presenterà nella forma pincopallino.no-ip.com.

Finita questa prima parte, si deve scaricare il programma no-ip DUC, che permette di rendere il proprio no-ip funzionante.
Selezionare DOWNLOADS, scegliere il sistema operativo ed eseguire il download.



Installare il programma sul computer. Una volta finita l'installazione dovrebbe apparire nella tray bar un'icona come questa



Selezionarla con un doppio-click e apparirà una schermata dove effetture il login, inserendo la propria e-mail di registrazione e la propria password.



Una volta effettuata quest'operazione, apparirà la schermata successiva, dove vicino alla faccina con gli occhiali da sole ci sarà il nome del proprio host scelto in precedenza (pincopallino.no-ip.com).



Flaggare il quadratino vicino alla faccina, che dovrebbe cambiare diventando sorridente.



Chiudere pure la finestra, il programma rimarrà comunque attivo in background.

Il nuovo no-ip è finalmente pronto e funzionante.

lunedì 18 agosto 2008

Abilitare o disabilitare il tasto Blocco Numerico

Abilitare o disabilitare il tasto Blocco Numerico
all’avvio di Windows


· start -> esegui e digitate ” regedit ”
· Ora andare nel seguente percorso : HKEY_CURRENT_USER\Control Panel\Keyboard\
· Fare click 2 volte sopra la voce InitialKeyboardIndicators (crearla se non esiste) ed impostare il valore:

1 per abilitare
0 per disabilitare

sabato 16 agosto 2008

Utilizzare OpenDns

OpenDNS è un servizio gratuito di DNS che offre agli utenti funzionalità di sicurezza contro il fenomeno del phishing, maggiore velocità nella risoluzione dei nomi di dominio e un controllo intelligente con autocorrezione della battitura errata degli indirizzi web.
I nuovi browser come IE7 e Firefox 3.0 integrano di default la protezione anti-phishing; OpenDNS blocca l'accesso ai siti web fraudolenti a prescindere dal browser utilizzato o da altri software di sicurezza come antivirus o firewall installati nella nostra macchina.
E' un'ottima alternativa al servizio DNS offerto dal nostro ISP che, come spesso accade, per motivi tecnici (dns irraggiungibili) o di censura non permettono la risoluzione dell'IP o negano l'accesso a determinati indirizzi.
Il servizio è del tutto gratuito e non necessita di registrazione o installazione di alcun software per poter funzionare, basta configurare i DNS inserendo gli indirizzi IP di OpenDNS.

Andare nel sito http://www.opendns.com/ e fare click su "Get started",si presenterà una schermata nella quale si potrà scegliere quale device si deve configurare "Computer" , "Router" , "DNS Server".

Sostituire i DNS è un'operazione semplice e non richiede speciali conoscenze informatiche, questi sono i server DNS di OpenDNS:

208.67.222.222
208.67.220.220


P.S.: Con questa nuova configurazione dei server DNS verrà visualizzata una pagina pubblicitaria ogni volta che un indirizzo viene bloccato o nel caso in cui si sbaglia a digitare l'url della pagina richiesta.

3 pc in rete con condivisione adsl senza router o switch.

Occorrente :

3 pc almeno uno con Xp

4 schede di rete

2 cavi cross

In pratica:

1. Installare e configurare le schede si rete sui singoli pc
2. Il pc con Win Xp che fa da gateway deve avere la connessione adsl anche usb
3. Sul pc con Win Xp installare 2 schede di rete e configurarle (*)
4. Sul pc con Win Xp andare su Risorse di rete e lanciare “Installa una rete domestica….” e seguire la procedura per “il computer è connesso direttamente ad internet.Gli altri computer sono connessi ad internet tramite questo computer”
5.Selezionare la connessione Internet
6.Selezionare le varie connessioni di rete (lan)

Alla fine della procedura si crea un floppy o cd-rom con il setup per ogni client della rete.

(*) Per configurare le schede di rete:
Una volta che il sistema ha riconosciuto e installato bene le schede di rete
1. Selezionare Risorse di rete ----- >tasto destro mouse -- proprietà
2. Selezionare la connessione di rete presente ----- > tasto destro mouse – proprietà
3. “Generale” ---- “Protocollo tcp/ip” --- proprietà
4. “Utilizza il seguente indirizzo IP”: 192.168.0.1(questo cresce per ogni scheda es. …2 …3)
5. “Subnet”: 255.255.255.0 (numero fisso)
6. “Gateway predefinito”: 192.168.0.1 (ip della scheda del pc
collegato fisicamente ad internet)
7. Per collegarsi ad internet: “Utilizza i seguenti server dns:” quelli forniti dal isp dns primario e secondario.

sabato 26 luglio 2008

Dual-Booting Windows Vista and Windows XP

Dual-Booting Windows Vista and Windows XP

Il dual boot è fattibilissimo con Vista. Si può installare tranquillamente xp nella prima partizione C: e Vista nella seconda... All'avvio (dopo le installazioni) il Boot Manager di Vista chiederà se si vuol avviare Vista oppure la Earlier Version of Windows che sarebbe XP.
L'importante che il primo OS installato sia windows XP perchè Vista usa un bootmanager nuovo. Se si installa prima Vista, quando si installa XP sovrascrive tutto rendendo Vista inaccessibile.

domenica 6 luglio 2008

Come Eliminare le freccette dalle icone

Eliminare la freccetta dalle icone dei collegamenti in windows xp

Quando si crea un collegamento ad un file, viene creata anche una icona che presenta una freccetta nell'angolo in basso a sinistra. E' possibile eliminare tale freccia agendo sul Regedit (Start - Esegui - REGEDIT).

Cercare la chiave

HKEY_CLASSES_ROOT/lnkfile

Nella parte destra della schermata rinominare il valore IsShortcut in es. IsShortcut.old .